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- 4: ragazzo padrone delle cose?...

SEI +UNO

LA SCORCIATOIA CHE PIACE A TE E’ SEMPRE LA PIU’ DIFFICILE

 

UNA NOVENA IN SEI+UNO GIORNI A PERDIFIATO, PER ARRIVARE DA GESU’

 

Meno quattro: ragazzo padrone delle cose?

 

Tu che fai tanti filmini con il cellulare, hai mai provato a fissare con una ripresa le scene strane di una banda di ragazzi scatenati? Io ne ho visto tante e tante volte. Fanno di tutto. Rovesciano i cassonetti, mettono i petardi dentro i contenitori dei rifiuti lungo le strade. Buttano tutto per terra. Non parliamo di ciò che avviane di sabato notte: la città è invasa dalle bottiglie di birra e dai cartoni delle pizze. Vengono pasticciati i muri e graffiate le macchine. Se poi fai una visita ai servizi della scuola o dell’oratorio c’è da mettere la maschera antigas. Anche le tavolette vengono divelte. Sembra proprio che l’unico, grandioso divertimento consista nel rovinare le cose che servono per tutti. Ragazzi! Un giorno ci racconterete perché lo fate. E dove sta la bellezza e la ragione di questo modo di agire.

 

Pensa con la tua testa

Dio ha affidato all’uomo la creazione. L’ha messa, in parte, anche nelle tue mani. Se tu non te ne prendi cura, in poco tempo tutto andrà distrutto. Non iniziamo già a vederlo? Di questo passo, la tua casa, che è il creato, che fine farà? L’inquinamento l’avvelena, lo sfruttamento la  impoverisce,  la trascuratezza e l’indifferenza la fanno diventare non accogliente, brutta. Eppure Dio l’ha messa anche nelle tue mani. Se la rispetti ti costruisci un pezzo di futuro. Se la ami fiorirà per te come un giardino. Tu non sei padrone né della natura, né delle persone che vi abitano. Gesù viene per aiutarci a comprendere che noi siamo i custodi della creazione. C’è nelle cose che Dio ci ha dato un segno misterioso e visibilissimo del suo amore. E’ come se Dio ti avesse detto: Questo è il regalo per te”. E mentre pronunciava queste parole metteva tra le tue mani l’universo, a partire dalla terra che ti è vicina.

 

E “prova” un’altra cosa

Gesù  che viene, ti invita a riconoscere quanto sei importante per Dio Padre, Creatore di tutto. Gesù ti prende per mano, come faceva con i discepoli e ti dice: “Guarda i gigli del campo: sono più belli e preziosi dei vestiti del re Salomone. Guarda gli uccelli del cielo. Sembrano distratti nei loro voli. Io li nutro ugualmente. Guarda i fiumi e i mari, gli oceani e tutte le specie viventi che li abitano. Cosa c’è di più bello! Sono una fonte di vita continua per te. Non ti chiedo di pagare l’affitto. Ama, soltanto, questo creato così variopinto e originale. Salverai il tuo gusto, il tuo futuro, la casa tua e quella degli altri”. Ma Gesù continuerebbe portandoti a vedere la seminagione di autunno. Le viti nel pieno della loro maturazione. Il lievito in mezzo alla farina. Perché  tutto ciò che esiste è opera delle sue mani. E tu sei chiamato ad amarlo.

 

Terza tappa del sentiero verso il Natale

Tu sai amare il Bambino che nasce, se ami la natura uscita dalle sue mani. Contempla Gesù e fermati a ringraziarlo per il mondo che ci ha donato. In una terra fertile e bella, ordinata e utile per tutti, Gesù si trova a suo agio. Non distruggere la natura e le cose. Devi essere diverso da quei ragazzi vandali e ineducati che trovano “la felicità”, dicono loro, solo nel far crollare e morire la loro “casa”. Immagino con quale amore Maria e Giuseppe hanno cercato in tutti i modi, con i poveri mezzi che avevano a disposizione, di rendere accogliente la grotta che li ospitava. Visto che nelle case degli uomini non c’era posto per loro. Che bel Natale sarebbe se facessi pace non solo con le persone, ma anche con la creazione! Provaci per vedere.

 

Prega oggi

Gesù, tuo padre e tua madre hanno usato una grotta naturale e ogni cosa semplice per farti star bene alla tua nascita. Che cosa troverò io da grande? E i miei fratellini più piccoli? Voglio proprio darmi da fare, Gesù, perché in questo Natale risplenda anche la tua creazione. E sia bella. Accogliente. Di tutti. Feconda e utile.

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