Unknown Track - Unknown Artist
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Se qualcuno mi chiedesse, d’improvviso, chi è Gesù, che cosa risponderei?

“Era un uomo straordinario, che faceva miracoli. Un uomo speciale, che diceva tante cose importanti come tutti i sapienti del mondo”.

Se poi l’altro dovesse domandarmi di raccontare qualche episodio, qualcosa della sua vita, o come sia morto, chissà cosa direi? Mi limiterei forse a dire cose generiche, scontate, quasi insignificanti.

Certamente nessuno, ascoltandomi, si sentirebbe incuriosito e vorrebbe saperne di più. Farebbe la faccia strana, ma non si sentirebbe particolarmente attratto.

Quando i dodici amici del Maestro si sentono provocati dalla domanda: “Ma voi, chi dite che io sia?  Voi, proprio voi. Che cosa provate nel cuore quando sentite il mio nome, quando sentite parlare di me?”.

Pietro aveva maturato verso Gesù un rapporto strano fatto di un’intensa amicizia, ricca di affetti, pronta a sceglierlo ogni giorno. Era anche un debole che con altrettanta facilità non si fidava di Lui, fino ad arrivare a rinnegarlo. Per paura. Una paura che aveva provato tante volte. Quando Gesù gli aveva concesso di camminare sul mare o quando Gesù parlava della sua passione e morte.

Queste esperienze non ci stavano nel suo cuore. Gli sembravano impossibili.

In questo caso, a Cesarea di Filippo, dopo che gli Apostoli hanno riferito l’opinione della gente su Gesù, ecco la risposta entusiasta e sicura di Pietro: “Gesù, tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente!”. E’ una professione di fede così sicura, precisa e convinta che lo stesso Signore ne rimane colpito e dice a Pietro: “Beato te, figlio di Giovanni, perché tutto quello che tu hai dichiarato adesso, non viene dal tuo sangue e dalla tua carne. E’ Dio che te lo ha rivelato. Perciò tu sarai Pietro e su questa Pietra costruirò la mia Chiesa e le potenze dell’inferno non prevarranno su di essa. Ti darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”.

Io conosco Gesù? Lo conosco con la testa e il cuore? Lo conosco con le viscere, cioè con l’amore profondo e inspiegabile dei sentimenti e degli affetti?

A queste domande devo dare la risposta. Se non la possiedo, posso parlare tanto di Gesù, ma non riuscirò a scalfire il cuore di nessuno.

Dire Gesù con l’amore è l’unico modo per annunciarlo e farlo conoscere, fino a suscitare altrettanto amore. Fino a sentire il bisogno di seguirlo, dopo aver ceduto con tutta la nostra persona al bisogno di amarlo.

Posso raccontare soltanto Gesù che ho visto con i miei occhi, che ho toccato con le mie mani, che le mie orecchie hanno sentito e la cui voce è rimasta a risuonare in me, che il mio gusto ha sperimentato come dolcissimo miele, che il mio odorato ha provato come profumo di immortalità. Soltanto il Gesù della mia esperienza può farmi ancora dire: “Vieni e vedrai!”. Fidati di quanto ti dico e vieni con me, ti porto da Lui ti presento a Lui, e a quel punto, non ho altro da fare perché sarà Lui a riempirti dei suoi tesori. Se vieni vedrai e farai esperienza. Non ti verrà più  desiderio di andartene, di allontanarti, perché rimarrai affascinato e conquistato. Forse sbaglierai tante scelte della tua vita. Sempre, però, il tuo pensiero ritornerà a Lui e non saprà staccarsene, sempre il tuo amore ti ricorderà Lui e proverai tanta nostalgia di ritornare e ritornerai. Sempre ti verranno in mente le sue parole di perdono e tu ti sentirai rinnovato e amato come nessun altro.

“Vieni e vedrai il Cristo, il Figlio del Dio Vivente. Dio a tua portata di mano. Vicinissimo alla tua persona, intimo dentro la tua casa del cuore. Felice di condividere con te lo stesso amore. Gesù può questo: attraverso l’incontro personale con Lui, farti vedere il Volto del Padre, sperimentare i sentimenti del Padre, suscitare commozione per il palpito affettuoso del Padre.

 

Come è profondo, insondabile, inaccessibile l’Amore del Padre! Chi lo ha mai potuto conoscere e sperimentare? Solo Gesù il Figlio, quel Gesù che non vuole tagliarmi fuori dalla sua esperienza ma desidera portarmi dentro, perché la gioia che prova è tale che non può tenerla per Sé, la vuole condividere con Te. Allora Gesù, il Padre ed io saremo una cosa sola. Il paradiso dell’amore ha esteso il suo territorio!

Don Mario Simula

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