LA VIA DELL’AMORE  APPROFITTO DI Dio

“CHE MI DA UN PASSAGGIO"

Figlia mia, figlio mio

E’ proprio l’ultima sosta. Poi sarà un altro percorso. Lo scopriremo insieme, giorno dopo giorno, se avremo la forza di condividerlo. La scoperta che la via dell’amore ci riserva è sempre presente nella nostra vita. C’è una presenza, figli miei, che sta all’origine di ogni dono e di ogni esistenza, di ogni premura e di ogni delicatezza. Andiamo a scoprire.

 

DICIOTTESIMA SOSTA

LA FEDELTA’ ESTREMA DELLE DONNE

 

Lungo la vita di Gesù, dalla Galilea al Calvario, hanno avuto un ruolo silenzioso e discreto, ma misterioso e decisivo le donne.

La prima: sua Madre. Lo concepisce con trepidazione fiduciosa. Lo partorisce con tenerezza e nella povertà. Lo accompagna, passo passo, lungo gli anni della crescita e poi in quelli della presenza in mezzo alla gente. Lo sostiene, come soltanto le donne mature nell’amore sanno fare, in ogni difficoltà. Quando non lo ascoltano, quando lo scacciano, quando si rivolgono a lei perché parli al Figlio.

Con Gesù entra nel buio della passione fino alla morte. Patisce con Lui l’agonia, con Lui accetta gli insulti di ogni genere. Fino a morirne nell’anima. E’dritta, in piedi, sotto la croce. Non un ghiaccio. Non impietrita. Ma un altoforno di incandescenza, di energia e di amore.

E le altre donne? I gesti più teneri, gli atti di fiducia più disarmati, le preghiere più strazianti, vengono dalle donne. Donne sofferenti, donne spezzate dalla morte dei figli, donne che chiedono aiuto per i loro ragazzi con problemi di ogni genere. Donne che si lasciano perdonare. Donne che sanno ascoltare. Donne che sanno servirlo.

E lungo il calvario? Un’anonima gli deterge il volto sfigurato, restituendogli un po’ di dignità. Un gruppo di donne piangono per lui, con strazio e passione. Sul monte, le donne affezionate, amiche di Gesù: Maria di Magdala, Maria di Cleopa, Maria la madre di Giacomo e di Giuseppe, la madre dei figli di Zebedeo. Le donne della fedeltà, della compassione assoluta. Fra tutte ancora una volta la Madre.

Maria, quale dolore, quale struggimento, quale pianto segreto perché tuo Figlio non ti veda! Il tuo cuore ha provato ribellione? Si sarà espresso con una di quelle preghiere gonfie di protesta e straripanti di abbandono e di fiducia? Maria, donna della flagellazione che sente sul suo corpo ogni schiocco di frusta. Donna dell’incoronazione di spine che sperimenta quanto sia lancinante un dolore che ti stravolge il capo.

Donna che porta la croce trattenendo il respiro dietro il Figlio che barcolla. Donna degli sputi e degli insulti. Donna trafitta dai chiodi nelle mani, nei piedi e nel cuore. Donna trafitta dalla lancia.

Maria, davanti a Tuo Figlio che ti consegna il suo Spirito, hai pensato allo Spirito di Dio che ti aveva resa Madre? Davanti al suo capo reclinato, si è sfaldato anche il tuo sentimento, ormai allo stremo, troppo doloroso per poterlo ancora portare?

Queste donne, mentre tutti vanno via, rimangono per vedere il luogo, per memorizzare la mappa, per stabilire i punti cardinali dell’amore. Vanno e vengono come un’innamorata impaziente che misura infinite volte la strada, su e giù, perchè il suo desiderio è inarrestabile.

Tutte insieme, queste donne, sono “donne del presentimento”. Qualcosa sta per accadere. Ed esse lo sentono. Quello che gli occhi non vedono lo vede il cuore, un’anteprima come un preludio che segna il tempo di tutta la sinfonia: quella della Pasqua, che sarà in questa santa notte.

Don Mario Simula

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