I nove giorni dell 'Attesa

La Novena di Natale

2° Giorno:

Se fossi nei panni di ... Zaccaria

Luca 1, 5-25

 

Zaccaria è vecchio, come vecchia e sfiorita è la moglie Elisabetta. Dio, tuttavia, non si ferma davanti ad alcuna evidenza umana. Sconvolge la storia e le certezze della scienza.

Non possono, questi due anziani, far nascere la vita. Eppure Dio sceglie proprio loro per donare al mondo Giovanni, colui che annuncerà all'umanità la presenza di Gesù, il Salvatore.

Zaccaria è incredulo. Come spesso lo siamo noi davanti ai prodigi di Dio. Come lo siamo noi davanti ai doni che Dio ci fa, per il bene di noi stessi e degli altri.

E siccome non crede, Zaccaria diventa muto. Non possiamo annunciare se non ciò che fermamente crediamo. Quando le nostre certezze, il racconto che facciamo di Gesù, sono avvolti nella diffidenza, diventano sterili, anche se parliamo. Non sono credibili, per la nostra poca fede.

Zaccaria ritrova la parola soltanto quando deve pronunciare il nome del figlio: Giovanni. In quel momento canterà al Signore la lode e il ringraziamento, perché Dio ha visitato il suo popolo. Finché non saprai riconoscere che Dio ha fatto di te uno strumento del suo amore, la tua fede sarà muta, inefficace, persa.

Se ti fidi di Dio accoglierai il progetto di amore che Lui ha su di te: ti vuole, ha bisogno di te, aspetta te, aspetta la tua risposta. Anche se quello che ti chiede sembra assurdo e impossibile. Anche se non vedi tutto chiaro. Impara a fare la parte che spetta a te. Non guardare ciò che fanno gli altri. Dio per che cosa ti chiama?

OGGI terrò davanti agli occhi Zaccaria, uomo che non si fida di Dio. Cerco di capirlo. Anche a me capita di essere come lui. Ma voglio mettermi nelle mani del Signore e affidarmi al suo amore. Sono sicuro che farà con me cose grandi, attraverso i piccoli atti di amore, con i quali posso costellare ogni mia giornata.

 

Gesù, come sono diffidente verso di Te. Tu mi chiami, mi coinvolgi, mi affidi dei compiti ed io faccio finta di non sentire, di non capire, di non essere capace. Vivo come se Tu parlassi ad un altro. Gesù, io sono come Zaccaria: diffidente, alla ricerca di spiegazioni e di prove, mentre Tu sei il Dio della Parola fedele, che chiede un’obbedienza ,piena di fiducia e di amore.

Prendimi per mano Gesù e aiutami ad attraversare i sentieri oscuri delle tue chiamate quotidiane, in modo che diventi coraggioso e pronto nel risponderti. Tu non mi chiedi cose impossibili. Mi chiedi soltanto di fidarmi e di camminare con te come farebbe un cieco quando può appoggiarsi al braccio di chi lo accompagna. Vorrei credere sempre. Magari esitando, ma credere. Tu non mi inganni. Tu non mi deludi.

 

 

Don Mario Simula                                                             

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