Riflessioni Mariane

IMG-20190516-WA0002.jpg

La normalità e l'amore, rendono  la famiglia di Nazareth luogo gioioso e dell'accoglienza

Maria nella sua Famiglia

Signore,

Tu conosci molto bene la famiglia. Sei stato figlio di famiglia. Hai sperimentato la crescita con regole, conquiste, gratificazioni.

Tu, Gesù, conosci la fatica del lavoro, la sua scarsa ricompensa, se non quella di essere educato dal diuturno impegno che richiede.

Tu, Gesù, hai sperimentato nella tua famiglia la dolcezza più raffinata, l’autorevolezza credibile di Maria e di Giuseppe, la povertà dignitosa, le relazioni vere, sincere, accoglienti, rispettose e calde di affetto.

La tua famiglia ti ha educato alle “porte aperte”, all’accoglienza verso tutti perché, per tutti, c’era nella tua casa uno sgabello per far riposare l’ospite, un pezzo di pane profumato, un bicchiere di acqua fresca.

 Tra quelle mura, spoglie, hai visto e toccato con mano, l’amore unico e misterioso tra Maria e Giuseppe, e nel loro amore ti sei rispecchiato e hai scorto un’immagine, la più simile alla realtà, dell’amore del Padre verso di Te e del Tuo amore verso il Padre. Da Maria e Giuseppe Tu Gesù hai assimilato la trasparenza e la luminosità dei gesti di tenerezza che rendono sempre intima una relazione.

La tua famiglia ha sofferto e pianto. Infinite volte ha gioito. E’ stata visitata dalla morte di Giuseppe, uomo beato che tu, Gesù, e Maria sua sposa avete accompagnato fino all’ultimo respiro.

Un giorno Gesù quella casa è diventata, per te, un ricordo commovente, sempre vivo. Sempre presente nella tua memoria affettiva. Ormai la tua casa era diventata la strada, il tempio, le case dei poveri e degli amici. Tua Madre è rimasta la tua famiglia di sangue. Non poteva essere cancellata. Allo stesso tempo lei, e tutti gli altri, erano diventati la tua famiglia di elezione.

I vincoli profondi e indescrivibili con Lei sono rimasti sempre infiniti per l’amore, anche se, la consuetudine fra voi due, non era più di ogni momento. I dialoghi non si erano però attenuati. Quelli delle parole erano occasionali. Quelli del cuore non si erano mai attenuati. Pensando che nemmeno la strada ti ha allontanato da tua Madre mi sono chiesto: “A confronto, cos’è la famiglia oggi?”. Ho visto tutta la differenza. Ho visto tutta la superficialità. Ho visto tutto l’affanno. Ho visto tutto lo smarrimento. Eppure, Gesù, tu dai alla famiglia, ogni giorno, la grazia di vivere intensamente l’amore. Questa opportunità, esaltante, non si costruisce sulla sabbia. Richiede fatica, impegno, perseveranza; domanda di  fidarsi di te. E’ proprio vero Gesù, abbiamo bisogno di un cuore nuovo, di un amore nuovo, di un dialogo nuovo, di una pazienza nuova, di un desiderio nuovo pronto a ricominciare ogni giorno perché l’amore vale più di ogni sacrificio, più di ogni delusione. L’amore vale una vita insieme tra sposo e sposa. Vale il dono di questo amore per tutti coloro che dovessero entrare nella nostra casa.

Don Mario Simula

© 2014 by  RM - Don Mario Simula

Totale visitatori