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Don Mario Simula

Don Mario Simula

" Sono prete.

La grazia di esserlo è solo dono di Dio. Lo dico perché il Signore mi ha preso “come sono” e mi ha affidato un compito delicato e speciale, nonostante  conoscesse i limiti e le povertà che mi “vestono” da sempre. Segno evidente che Lui non si preoccupa più di tanto. E non mi meraviglia. Se ho le labbra impure, è pronto il fuoco che le purifica, bruciandole. Se non so parlare, è Lui che mette sulla mia bocca le parole giuste, incoraggiandomi a non avere paura. Se il mio cuore si chiude, duro e impenetrabile, sa Lui come fare per cambiarlo con un cuore di carne. Di che cosa devo avere paura? Che io sia prete, è anche e soprattutto “affare suo”. Anche mio, certamente. Perché non mi sento come “un asino e un mulo senza intelletto”. Qualche dono riesco a ritrovarlo in me. Se ci penso, concludo che “anche il dono è un dono”. E ritorno immancabilmente a Dio “datore di ogni dono”. ...Continua...

"Un pastore tutto dedito al suo gregge"

XXIV DOMENICA
DEL TEMPO ORDINARIO

"Cerco un cuore"
Siracide 27,33-28,9; Salmo 102; Romani 14,7-9; Matteo 18,21-35

Il 04 agosto 2022, ci lasciava, per andare incontro al suo Signore, il nostro carissimo e amatissimo fratello don Mario Simula. La sua perdita ha causato un immenso dolore in tutti noi fratelli e sorelle e in quanti lo hanno conosciuto e stimato, ma il saperlo accanto al suo Gesù ci aiuta a superare nella fede, il dolore della sua scomparsa. A un anno dalla morte, vogliamo ricordarlo per il suo ministero di pastore tutto donato alle sue pecore, il pastore che ha sentito fino all’ultimo istante “l’odore delle pecore” e per loro si è prodigato con generosità totale. Con passione ha lavorato nel campo della Catechesi  aiutando a crescere nella vita di fede generazioni di bambini, fanciulli, giovani e adulti. Caro don Mario ci manchi tantissimo, ma nella comunione dei Santi sappiamo che sei sempre con noi e la tua presenza in Gesù ci consola e da sollievo al nostro infinito dolore. Ti ricorderemo come un fratello “speciale” per quello che sei stato per noi e come un “gigante” della Chiesa di Dio che hai servito e amato con tutto te stesso. Dio sia la tua eredità per sempre.

Suor Celina con i fratelli e le sorelle

(Tratto  dal settimanale Famiglia Cristiana n° 29 del 16 luglio 2023)

23 Luglio 2023
MESSA DEI POPOLI

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"La Messa dei Popoli, sconfinata bellezza, ci trasforma in un Unico Popolo". (cit. tratta dal libro Un Volo a Passo di Danza). Questo si vivrà Domenica 23 luglio ricordando don Mario Simula, nella Parrocchia di San Pietro a Ittiri alle ore 11, con la MESSA DEI POPOLI animata dal Coro di Ittiri

1 Concerto in ricordo di
don Mario

Sabato sera una chiesa gremita ha ospitato un emozionante concerto in ricordo di don Mario Simula.

La parrocchia di Mater Ecclesiae desidera ringraziare il Coro Gioacchino Rossini che ha curato il concerto, la famiglia di don Mario per la partecipazione e la generosità di tutti i presenti: le offerte raccolte alla fine della serata contribuiranno a finanziare la partecipazione dei giovani - tanto amati da don Mario - alla Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà ad agosto a Lisbona.

(Ringraziamenti tratti dalla pagina dei social da parte della Comunità di Mater Ecclesiae)

Grazie alle tre formazioni della “G. Rossini” al completo! Grazie al Direttore del Coro dell'Associazione Musicale G. Rossini Clara Antoniciello. Grazie al Direttore delle Voci Bianche e Le Note Colorate Maria Antonietta Diez. Grazie a don Massimiliano. Grazie al gruppo dei giovani della Parrocchia. Grazie a tutta la Comunità di Mater Ecclesiae. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato al 1º Concerto in "Ricordo di Don Mario Simula". Grazie a don Mario per quello che è stato e continuerà ad essere per tanti di noi. Vivrà sempre nel cuore di quanti lo hanno voluto bene.

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La Luce per interpretare nel modo più autentico la Parola che oggi abbiamo tra le mani, ci viene dal meraviglioso ritornello del salmo e poi da tutto il salmo 102 che ci aiuta a meditare quello che Dio ci dice: “Il Signore è buono e grande nell'amore”. Noi ripetiamo più volte, come una preghiera consolante, questa parola di fiducia che ci rassicura. E' una preghiera giustificata.

Dio perdona tutte le nostre colpe. Guarisce le nostre infermità. Salva la nostra vita dalle trappole di morte. Ci avvolge di bontà e misericordia. Non è vero che è sempre in lite con noi. Non è vero che mantiene il broncio contro di noi. Dio non ci tratta secondo i nostri peccati, non ci ripaga con la severità che meritano le nostre colpe. La sua misericordia è infinitamente più grande della distanza immensa tra cielo e terra. Dio si getta alle spalle i nostri peccati.

In Dio sussultano viscere d'amore, viscere materne e paterne.

Davanti allo splendore del tenerissimo amore di Dio, capiamo quanto Lui sia lontano dalla nostre chiusure, dalle nostre intolleranze, dai nostri rancori, dalla nostra incapacità a perdonare o almeno a comprendere. Dio ci vuole capaci di amore come Lui. Per questa ragione non si dà pace e ci pone domande importanti. Ci dice: “Figli miei capirete mai la grandezza del mio amore? Capirete mai la grandezza della mia misericordia, se il vostro cuore è chiuso, duro, intollerante?”.

Pietro conosceva bene la Parola di Dio. Conosceva anche la difficoltà che c'è nel perdonare.

Chissà quante volte aveva tenuto dentro il suo cuore ombre oscure di risentimento.

A partire dalla sua esperienza è lui a porre a Gesù una domanda legittima: “Quante volte dovrò perdonare a chi commette colpe contro di me? Fino a sette volte?”. Sette era il numero della perfezione e significava in questa richiesta una immensità di volte.

Gesù strappa ogni confine e ogni misura che possa ostacolare il perdono. Risponde: “Pietro non devi perdonare soltanto fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette”.

Gesù ci dice: dobbiamo perdonare sempre .

Per aiutarci a capire, toglie dal tesoro del suo cuore e dalla sua creatività la parabola del re che fa il conto con i suoi servi. E' chiarissima. E' un racconto che scombina il consueto modo di pensare.

Ci pone Lui una domanda: “Perché davanti ai tuoi occhi conta solo il peccato degli altri, anche se piccolo, mentre dimentichi con facilità l'amore immenso col quale è stato perdonato il tuo peccato enorme?”.

Se contempliamo la scena che Gesù ci descrive nella parabola ci ritroviamo in pieno. Siamo noi quel servo al quale è condonato un debito impossibile da pagare e che, una volta tranquillizzato, dimentica di essere altrettanto buono verso l'altro servo debitore nei suo confronti di pochi spiccioli.

Sono io il servo duro di cuore, inflessibile, distruttivo nei confronti degli altri, senza pazienza, senza tolleranza, senza capacità di attesa, che non concede mai un'altra possibilità a chi ha un debito con lui. Qualunque siala qualità e la quantità del debito.

La conclusione di Gesù è nitida, non può dare luogo ad equivoci: “Così sarà severo con voi il Padre mio che è misericordioso, che è paziente, che sa attendere, che ci accoglie sempre, se non perdoneremo di cuore al nostro fratello”.

Gesù non dice soltanto: “Se non perdonerete”. Dice molto di più: “Se non perdonerete di cuore”.

Il nostro perdono deve venire dal cuore. Forse non immediatamente. Non come un gioco. Tante volte come una grande fatica. Quando però diamo il perdono, lo diamo “di cuore”.

Gesù,

oggi faccio tanta fatica a commentare la tua Parola

parlando di tutti noi.

Ti vorrei parlare solo di me.

Di tutti i nodi con i quali mi sono legato al dito

i torti,

le disattenzioni,

le offese,

le maldicenze ricevute.

Gesù,

vorrei parlarti solo di me

che sono ogni giorno

ai primi passi di questo percorso così importante

per la mia persona,

per il mondo che mi circonda.

Il percorso del perdono,

cioè dell'amore.

Gesù,

tu sai quante volte stigmatizzo gli altri

e li metto sotto processo.

Gesù,

tu sai come non amo questa umanità violenta,

che falsifica i sentimenti,

che dà a vedere ciò che non vive.

Questa umanità che sembra avere sempre secondi fini.

Gesù,

nel piccolo, io sono così.

Chissà quanti di esempi negativi ho dato

alle persone che ho incontrato,

alle comunità che mi hai affidato.

Proprio io

che dovevo essere un segno visibile dell'amore

e del perdono.

Spesso ho portato, nei miei occhi,

il livore dell'intolleranza.

Eppure, Gesù,

capisco che se vogliamo scoprire

quale civiltà dobbiamo costruire,

non abbiamo alternativa se non questa:

Tu ci chiedi di costruire

la civiltà del dialogo,

del perdono,

dell'opportunità sempre offerta e a portata di mano.

La civiltà dell'amore:

Un orizzonte aperto

non un cielo chiuso da nubi oscure.

(Dalle meditazioni sulla Parola di Dio di don Mario Simula)

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“Nel libro che leggerai,

mediterai e pregherai, farai un percorso,

ritroverai Dio.

Lo vedrai con i tuoi occhi,

lo toccherai con le tue mani,

ne scoprirai la voce con le orecchie,

lo respirerai a pieni polmoni,

lo gusterai come miele selvatico ma dolcissimo.

La scoperta sarà una folgorazione:

Il Cuore Puro ti permetterà di vedere l’invisibile,

di vedere Dio”

(don Mario Simula)

Il libro "Lettere a Dio" è un dialogo immaginario tra persone di tutte le età con Dio. Un testo apparentemente veloce. In realtà offre l'opportunità di meditare in modo personale sulla vita, sulla fede e di confrontarsi in gruppo. Tanti i temi presenti. Emergono fin dall'introduzione: "Se nella vita non avessi parlato a Dio anche per lettera, oggi mi ritroverei alla ricerca di un destinatario dei miei interrogativi. Prima scrivevo lettere di mio pugno, come se fossero altrettante immagini della mia persona. Oggi siamo immersi nelle mail. Non mi ritrovo più. Sono frastornato perché non so con chi parlo. Continuerò a scrivere. A Dio. Lui vuole vedere le mie righe dritte e storte, se mi inalbero puntando in alto o se mi deprimo scivolando in basso. In queste lettere c'è tanta umanità che abitualmente non ha voce e le cui lettere si perdono sempre per strada". Si riscontra subito un'eco veterotestamentaria, quella tensione al dialogo sofferto e combattuto con Dio che è tipica dei salmi: la fede nasce quando, anche nel dubbio, riconosciamo il Creatore, come il primo Tu della nostra esistenza.
La lettera si rivela il modo più autentico per sperimentare e vivere questo dialogo.

4 Agosto2022-4 Agosto 2023
1 Anniversario della nascita al cielo del
tanto amato don Mario

"Le persone non muoiono mai se le hai nel cuore.

Puoi perdere la loro presenza,

la loro voce,

ma ciò che hai imparato da loro,

ciò che ti hanno lasciato,

questo non lo perderai mai".

Venerdi 4 agosto 2023 alle ore 18.30 nella Parrocchia di San Pietro in Vincoli a Ittiri, uniti alla famiglia di don Mario, eleveremo al Signore la nostra preghiera per il nostro caro don Mario a un anno dalla sua nascita al cielo.

Sabato 5 agosto alle ore 19 la famiglia di don Mario si unirà in preghiera alla comunità parrocchiale di Cristo Redentore parrocchia da lui fondata. Durante la Santa Messa ringrazieremo il Signore per averlo avuto per tanti anni come grande Testimone del Signore Gesù, grande Evangelizzatore, Guida per quanti lo hanno incontrato.

Domenica 6 agosto alle ore 11.30 tutta la Comunità Parrocchiale di Mater Ecclesiae con la famiglia di don Mario e il gruppo giovani da Lisbona, si unirà in preghiera per ringraziare il Signore del dono grande che è stato don Mario anche per quella comunità, sopratutto per i giovani, per tanti anni, come "servo buono e fedele". Testimone  del Signore Gesù, Autentico e grande Evangelizzatore, Formatore e Guida per quanti lo hanno avvicinato.

8 Settembre 2023
Buon Onomastico
don Mario

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