top of page
Don Mario Simula

Don Mario Simula

" Sono prete.

La grazia di esserlo è solo dono di Dio. Lo dico perché il Signore mi ha preso “come sono” e mi ha affidato un compito delicato e speciale, nonostante  conoscesse i limiti e le povertà che mi “vestono” da sempre. Segno evidente che Lui non si preoccupa più di tanto. E non mi meraviglia. Se ho le labbra impure, è pronto il fuoco che le purifica, bruciandole. Se non so parlare, è Lui che mette sulla mia bocca le parole giuste, incoraggiandomi a non avere paura. Se il mio cuore si chiude, duro e impenetrabile, sa Lui come fare per cambiarlo con un cuore di carne. Di che cosa devo avere paura? Che io sia prete, è anche e soprattutto “affare suo”. Anche mio, certamente. Perché non mi sento come “un asino e un mulo senza intelletto”. Qualche dono riesco a ritrovarlo in me. Se ci penso, concludo che “anche il dono è un dono”. E ritorno immancabilmente a Dio “datore di ogni dono”. ...Continua...

XV DOMENICA

DEL TEMPO ORDINARIO

"Tu sarai debolezza"

Letture: Amos7,12-15; Salmo 84; Efesini 1,3-14; Marco 6,7-13

2° Concerto in ricordo di
don Mario

Sabato 16 dicembre 2023 alle ore 20.30,  una Chiesa gremita, quella di Mater Ecclesiae a Sassari, ha ospitato il secondo emozionante concerto "Ricordando don Mario Simula". Un concerto ricco di presenze, ricco delle testimonianze dei GIOVANI della Parrocchia che hanno partecipato alla GMG 2023. Un grazie alla Comunità Parrocchiale di Mater Ecclesiae, al parroco don Massimiliano, al coro liturgico parrocchiale, agli educatori, ai bambini, agli adolescenti e ai ragazzi, alla famiglia di don Mario. Un grazie "speciale" al Coro "G. Rossini" diretto da Clara Antoniciello, ai Juvenes Cantores diretti da Claudia Dolce, agli Ensemble strumentale "G. Rossini" che hanno curato il concerto e ci hanno fatto passare una serata speciale. Un GRAZIE a tutti coloro che si sono uniti alla Comunità di Mater Ecclesiae per il 2 Concerto "Ricordando don Mario Simula". Un grazie a don Mario che dal cielo continua ad essere "presenza". Arrivederci al  prossimo anno per il terzo concerto "Ricordando don Mario Simula".

"Un pastore tutto dedito al suo gregge"

E' facile “svendere” la Parola di Dio. Avviene quando non vogliamo che scomodi alcun potere costituito, quando la pieghiamo ai nostri scopi, quando la annunciamo annacquata, rendendola irriconoscibile e inefficace. Il sacerdote Amasia vuole mettere il bavaglio al profeta Amos, impedendogli di portare la Parola di Dio nel tempio del re. Le sue parole starebbero molto strette al potere. Sono parole destabilizzanti. Lame affilate, a doppio taglio, che hanno la forza di attraversare le midolla, la mente, i sentimenti, le intenzioni recondite, le false motivazioni dell'agire.
Sono parole che, come l'acqua che scende dal cielo, non tornano indietro senza avere irrigato la terra.
Possiamo chiudere il cuore alla loro efficacia. Non possiamo ignorarle. Sempre ci tormentano e sempre ci chiedono un rinnovamento.
Capita anche a noi quando ci imbattiamo nel messaggio che viene da Dio.
Essendo un messaggio che ci sferza e mette a nudo ogni esperienza ambigua o compromette il nostro quieto vivere, tendiamo ad ignorarlo. Fino a quando?
Il profeta Amos non porta una parola sua. E' un semplice pecoraio e un intagliatore di sicomori. Le sue mani sono callose e intrise di odori che non piacciono.
Non sono mani di amanuensi che trattano il libro con “competenza e cura”.
Amos vive la condizione del povero insignificante. Si sente cercato da Dio, non funzionario-burocrate al servizio di un “sistema”. E' misteriosamente coinvolto in un'avventura che lo supera.
Amasia, sacerdote, è dirigente del “sacro”, tenuto a libro paga dal re. Non si preoccupa del prezzo che deve sborsare in termini di insignificanza, di servilismo, di pigrizia. Ciò che lo preoccupa, per rimanere a galla, è che siano rigorosamente insonorizzati gli effetti benefici e liberanti di una Parola che può scatenare venti di ribellione al potere.
Amos, al contrario, è un uomo semplice. Povero. Che Dio chiama ad un'avventura aspra, ad una contestazione di un potere corrotto e dei suoi scandali e delle sue inguaribili corruzioni.
Amos annuncia una parola non sua. All'origine della sua predicazione c'è la chiamata di Dio, forte e irresistibile, radicale e tagliente. Non deve fare carriera e nemmeno affari. Deve soltanto obbedire al fuoco che Dio gli ha messo nell'anima. E' un “afferrato di Dio” che si sente dire: “Va'. Profetizza al mio popolo!”.
Anche Paolo, nella solenne benedizione che avvia la lettera ai cristiani di Efeso, ci ricorda che nessuno di noi è un chiamato per caso.
Nel cuore della vocazione
di ciascuno c'è lo sguardo amoroso del Padre che, ancora prima della creazione del mondo, ci ha predestinati ad essere suoi figli adottivi. Ci ha fatto sperimentare la predilezione del suo amore. Chi lo comprende risponde con l'amore, accettando di essere inviato a coloro che ancora non fanno l'esperienza della tenerezza di Dio.
Nella storia di Paolo sono presenti due testi che suggeriscono al nostro cuore la profondità della sua rivoluzione interiore. Al momento della conversione, l'apostolo pone, sulla strada di Damasco, una domanda: “Chi sei tu, Signore?”.
“Io sono Gesù che tu perseguiti!”. Gesù insegue il suo apostolo. Lo bracca come fa un segugio con la preda.
La seconda parola di Paolo: “Guai a me se non predicassi il Vangelo”. Per Paolo, dopo l'incontro con Gesù risorto, predicare il Vangelo non è un vanto. E' un dovere. Guai se non lo facesse! E' una necessità. Non può farne a meno. Non può fare diversamente. Guai se non rispondesse!
Io stesso, nel mio limite, non sono un evangelizzatore per caso. Sono evangelizzatore perché Gesù mi ha scelto e mi ha inviato, chiamandomi per nome e indicandomi la destinazione: la folla smarrita come pecore senza pastore. Il mondo.
La parola è venuta in mezzo a noi saporita e vitale. La Parola scende sempre dal cielo. La Parola ha il terreno pronto nel cuore della gente. Ci vuole chi la annunci. Ci vuole chi vada per annunciare. Ci vuole chi, andando, porti non soltanto “suoni”, ma consistenza di vita evangelica vissuta con dolore e con gioia.
E' un tormento seguire Gesù che incalza la mia vita. Lo posso dire per esperienza.
E' una fatica che ti scava e ti spezza. Ti chiede tutto l'impegno a far arrivare la parola.
E' un interminabile tirocinio seguire “Gesù che parla col Vangelo alla mia vita” modellandola, cambiandola perché io diventi una cosa sola col Vangelo, col Verbo che si fa carne e si impossessa di me.
Il mandato agli apostoli da parte di Gesù è un vero codice di vita per chi evangelizza.
Gesù soltanto chiama. Nessun altro. E incomincia a mandarci. Chiedendoci di rispondere con gioia.
Gesù ci manda a due a due. Come testimoni che condividendo la stessa fede, imparano a portare insieme la fatica quotidiana del Vangelo.
Gesù ci manda dandoci potere sugli spiriti immondi. Perché noi li combattiamo nella nostra vita e aiutiamo gli altri a lottare contro il maligno.
Gesù ci manda senza cercare garanzie umane: risorse, denaro, potere, addentellati potenti, zavorre di dominio o di mezzi. Solamente accompagnati dalla sua forza.
Gesù ci manda per vivere con tutti l'esperienza della prossimità attraverso l'ospitalità accolta senza pretese o, se rifiutata, senza creare distanze umane. Occorre sempre lasciare spiragli di incontro.
Gesù ci manda per predicare la conversione e portare la guarigione. Prendendosi cura della persona.
Uno stile, una spiritualità, un rapporto, un dialogo speciale e su misura.
Gesù ci fa vivere questo dono. Ci domanda di custodirlo con una vigilanza semplice e perseverante.
Il profeta e l'apostolo sono luce e lievito.

Gesù, se penso alla mia vita comprendo di essere una persona “graziata” dal tuo amore. Cosa hai trovato in me, nella mia fragilità mortale, nella mia debolezza inguaribile, nella mia adesione, sempre titubante, al tuo amore da commuoverti e scegliermi? Mi sento una creatura amata e scelta, Signore Gesù. Da sempre. Da quando non esisteva nulla di ciò che esiste.
Io, Gesù, ero già nei tuoi pensieri, nel tuo cuore, nella tua storia. Come un chiodo fisso. Come un tormento. Come un'attesa. Ero la tua attesa. E tu eri la proposta per me. Stavi alla mia porta e bussavi.
Volevi entrare. Dovevi entrare, per dirmi: “Vieni ho un progetto su di te. Non dirmi che non sai parlare perché sei balbuziente. Non dirmi che hai le labbra impure. Non dirmi che non mi conosci a tal punto da non potermi raccontare. Non dirmi di allontanarmi, perché sei peccatore. Non dirmi che è troppo difficile ogni risposta a Te. Queste tue debolezze le conosco tutte. Conosco tanti tuoi limiti.
Sfuggono anche a te. Ma non sono nascosti ai miei occhi e al mio amore. Sto alla porta e busso.
Mi servi tu. Proprio tu. Come sei. Mi basta la tua riposta”.
Eccomi, Gesù, manda me.
E' inutile recalcitrare davanti alla tua chiamata. E' sufficiente che io abbia l'attitudine a lasciarmi ogni giorno “fare da Te”, Gesù.
Vengo senza bisaccia, né calzari. Senza denari e senza soluzioni prefabbricate. Senza intuizioni brillanti. Vengo con tutta la mia precarietà. Metto a tua disposizione i doni che Tu hai messo nelle mie mani.
Gesù, li voglio riconoscere. Li voglio donare con gratuità. Li voglio far camminare con umiltà.
Soprattutto, Gesù, metti sulle mie labbra la Parola vera, più forte della morte. Irresistibile come l'amore.
Gesù, tu non mi chiedi altro se non di guardare continuamente il tuo volto per non essere più io a vivere, ma Tu vita in me.

(Dalle meditazioni di don Mario Simula)

Il 04 agosto 2022, ci lasciava, per andare incontro al suo Signore, il nostro carissimo e amatissimo fratello don Mario Simula. La sua perdita ha causato un immenso dolore in tutti noi fratelli e sorelle e in quanti lo hanno conosciuto e stimato, ma il saperlo accanto al suo Gesù ci aiuta a superare nella fede, il dolore della sua scomparsa. A un anno dalla morte, vogliamo ricordarlo per il suo ministero di pastore tutto donato alle sue pecore, il pastore che ha sentito fino all’ultimo istante “l’odore delle pecore” e per loro si è prodigato con generosità totale. Con passione ha lavorato nel campo della Catechesi  aiutando a crescere nella vita di fede generazioni di bambini, fanciulli, giovani e adulti. Caro don Mario ci manchi tantissimo, ma nella comunione dei Santi sappiamo che sei sempre con noi e la tua presenza in Gesù ci consola e da sollievo al nostro infinito dolore. Ti ricorderemo come un fratello “speciale” per quello che sei stato per noi e come un “gigante” della Chiesa di Dio che hai servito e amato con tutto te stesso. Dio sia la tua eredità per sempre.

Suor Celina con i fratelli e le sorelle

(Tratto  dal settimanale Famiglia Cristiana n° 29 del 16 luglio 2023)

23 Luglio 2023
MESSA DEI POPOLI

messa dei popoli.jpg

"La Messa dei Popoli, sconfinata bellezza, ci trasforma in un Unico Popolo". (cit. tratta dal libro Un Volo a Passo di Danza). Questo si vivrà Domenica 23 luglio ricordando don Mario Simula, nella Parrocchia di San Pietro a Ittiri alle ore 11, con la MESSA DEI POPOLI animata dal Coro di Ittiri

1 Concerto in ricordo di
don Mario

Sabato sera una chiesa gremita ha ospitato un emozionante concerto in ricordo di don Mario Simula.

La parrocchia di Mater Ecclesiae desidera ringraziare il Coro Gioacchino Rossini che ha curato il concerto, la famiglia di don Mario per la partecipazione e la generosità di tutti i presenti: le offerte raccolte alla fine della serata contribuiranno a finanziare la partecipazione dei giovani - tanto amati da don Mario - alla Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà ad agosto a Lisbona.

(Ringraziamenti tratti dalla pagina dei social da parte della Comunità di Mater Ecclesiae)

Grazie alle tre formazioni della “G. Rossini” al completo! Grazie al Direttore del Coro dell'Associazione Musicale G. Rossini Clara Antoniciello. Grazie al Direttore delle Voci Bianche e Le Note Colorate Maria Antonietta Diez. Grazie a don Massimiliano. Grazie al gruppo dei giovani della Parrocchia. Grazie a tutta la Comunità di Mater Ecclesiae. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato al 1º Concerto in "Ricordo di Don Mario Simula". Grazie a don Mario per quello che è stato e continuerà ad essere per tanti di noi. Vivrà sempre nel cuore di quanti lo hanno voluto bene.

324668011_6392159870800987_1191536221071470512_n.jpg
IMG_20230107_214558.jpg
IMG_20221024_162436.jpg

“Nel libro che leggerai,

mediterai e pregherai, farai un percorso,

ritroverai Dio.

Lo vedrai con i tuoi occhi,

lo toccherai con le tue mani,

ne scoprirai la voce con le orecchie,

lo respirerai a pieni polmoni,

lo gusterai come miele selvatico ma dolcissimo.

La scoperta sarà una folgorazione:

Il Cuore Puro ti permetterà di vedere l’invisibile,

di vedere Dio”

(don Mario Simula)

Il libro "Lettere a Dio" è un dialogo immaginario tra persone di tutte le età con Dio. Un testo apparentemente veloce. In realtà offre l'opportunità di meditare in modo personale sulla vita, sulla fede e di confrontarsi in gruppo. Tanti i temi presenti. Emergono fin dall'introduzione: "Se nella vita non avessi parlato a Dio anche per lettera, oggi mi ritroverei alla ricerca di un destinatario dei miei interrogativi. Prima scrivevo lettere di mio pugno, come se fossero altrettante immagini della mia persona. Oggi siamo immersi nelle mail. Non mi ritrovo più. Sono frastornato perché non so con chi parlo. Continuerò a scrivere. A Dio. Lui vuole vedere le mie righe dritte e storte, se mi inalbero puntando in alto o se mi deprimo scivolando in basso. In queste lettere c'è tanta umanità che abitualmente non ha voce e le cui lettere si perdono sempre per strada". Si riscontra subito un'eco veterotestamentaria, quella tensione al dialogo sofferto e combattuto con Dio che è tipica dei salmi: la fede nasce quando, anche nel dubbio, riconosciamo il Creatore, come il primo Tu della nostra esistenza.
La lettera si rivela il modo più autentico per sperimentare e vivere questo dialogo.

"Vedo giovani e adolescenti stanchi che arrancano sui sentieri infidi della vita. Non sembrano scoraggiati. Per alcuni loro atteggiamenti rivelano, al contrario, ardimento e decisione. Sbuffano, sudano, si affaticano. A volte hanno voglia di fermarsi perché è apparso sul loro cammino un sasso accogliente. Sanno andare oltre. Quale è il segreto che mette fuoco nel loro cuore? Un Amico, un Maestro, un Compagno di viaggio, un Samaritano dolce e premuroso. A volte uno Sconosciuto che pare ci conosca da sempre e lecca dentro di noi ogni oscurità e ogni luce. Forse è il caso di curiosare nella sua vita, e provare a seguirlo"

4 Agosto2022-4 Agosto 2023
1 Anniversario della nascita al cielo del
tanto amato don Mario

"Le persone non muoiono mai se le hai nel cuore.

Puoi perdere la loro presenza,

la loro voce,

ma ciò che hai imparato da loro,

ciò che ti hanno lasciato,

questo non lo perderai mai".

Venerdi 4 agosto 2023 alle ore 18.30 nella Parrocchia di San Pietro in Vincoli a Ittiri, uniti alla famiglia di don Mario, eleveremo al Signore la nostra preghiera per il nostro caro don Mario a un anno dalla sua nascita al cielo.

Sabato 5 agosto alle ore 19 la famiglia di don Mario si unirà in preghiera alla comunità parrocchiale di Cristo Redentore parrocchia da lui fondata. Durante la Santa Messa ringrazieremo il Signore per averlo avuto per tanti anni come grande Testimone del Signore Gesù, grande Evangelizzatore, Guida per quanti lo hanno incontrato.

Domenica 6 agosto alle ore 11.30 tutta la Comunità Parrocchiale di Mater Ecclesiae con la famiglia di don Mario e il gruppo giovani da Lisbona, si unirà in preghiera per ringraziare il Signore del dono grande che è stato don Mario anche per quella comunità, sopratutto per i giovani, per tanti anni, come "servo buono e fedele". Testimone  del Signore Gesù, Autentico e grande Evangelizzatore, Formatore e Guida per quanti lo hanno avvicinato.

bottom of page