Don Mario Simula

Don Mario Simula

" Sono prete.

La grazia di esserlo è solo dono di Dio. Lo dico perché il Signore mi ha preso “come sono” e mi ha affidato un compito delicato e speciale, nonostante  conoscesse i limiti e le povertà che mi “vestono” da sempre. Segno evidente che Lui non si preoccupa più di tanto. E non mi meraviglia. Se ho le labbra impure, è pronto il fuoco che le purifica, bruciandole. Se non so parlare, è Lui che mette sulla mia bocca le parole giuste, incoraggiandomi a non avere paura. Se il mio cuore si chiude, duro e impenetrabile, sa Lui come fare per cambiarlo con un cuore di carne. Di che cosa devo avere paura? Che io sia prete, è anche e soprattutto “affare suo”. Anche mio, certamente. Perché non mi sento come “un asino e un mulo senza intelletto”. Qualche dono riesco a ritrovarlo in me. Se ci penso, concludo che “anche il dono è un dono”. E ritorno immancabilmente a Dio “datore di ogni dono”. ...Continua...

IMMACOLATA CONCEZIONE
DELLA BEATA VERGINE MARIA
"La Donna nascosta"

Letture: Genesi 3,9-15.20; Salmo 97; Efesini 1,3-6.11-12; Luca 1,26-38

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“Nel libro che leggerai,

mediterai e pregherai, farai un percorso,

ritroverai Dio.

Lo vedrai con i tuoi occhi,

lo toccherai con le tue mani,

ne scoprirai la voce con le orecchie,

lo respirerai a pieni polmoni,

lo gusterai come miele selvatico ma dolcissimo.

La scoperta sarà una folgorazione:

Il Cuore Puro ti permetterà di vedere l’invisibile,

di vedere Dio”

(don Mario Simula)

Quattro mesi senza don Mario

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L'assemblea di Mater Ecclesiae ricorda don Mario
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La creazione è sciupata in un attimo. La paura s'impossessa della creatura voluta con amore da Dio. L'Uomo vuole prendere il posto del Creatore. L'esito è una nudità che lo umilia.
L'armonia della creazione è frantumata. Il dialogo tra l'Uomo e il suo Creatore diventa incomunicabilità.
Il buio si riprende interamente il suo spazio.
Nel dramma di questa storia, si accende il bagliore di una promessa: verrà una Donna. Non se ne conosce l'identità. E' ancora “nascosta”.
E' come una lama di splendore che squarcia la morte. Scaturisce dal cuore di Dio. Una luce che abbaglia le tenebre della ribellione e ne annuncia la sconfitta.
E' la Donna nascosta e misteriosa che Dio custodisce nel silenzio dell'Amore.
La Donna nascosta sarà la prima e più commovente rivelazione della tenerezza di Dio.
Sembra che Dio dica a se stesso: “Io condanno e rigenero. Faccio nuove, sempre e senza stancarmi, tutte le cose”.
Che noi disperiamo per le nostre nudità e per le nostre ribellioni serve soltanto a farci nascondere davanti a Dio. Non ci aiuta. Ci schiaccia. Non ci salva. Ci distrugge. Possiamo ancora sperare?
Dio, fuoco rovente di amore, prepara per noi la creatura dalla bellezza irraggiungibile. Una bellezza inarrivabile e unica. E' la “Donna ancora nascosta”. E' pronta per dare alla luce un Bambino che schiaccerà il capo del Nemico di ogni vita.
La Donna nascosta, è il tesoro custodito gelosamente sotto terra, nella Luce abbagliante del cuore di Dio. Chi può sciuparne l'incanto e il fascino quando è il suo Dio a prendersene cura?
Noi abbiamo distrutto il nostro splendore. Essa sarà lo splendore.
Attraverso “la Donna nascosta”, con lei e il Bambino del suo grembo si riaffaccerà, davanti agli occhi stupiti dell'Uomo, la dolce compassione del Padre-Dio. Nella misericordia raccoglierà i cocci di una ribellione insensata e umiliante, e trasformerà la condanna in benedizione.
Dio alimenterà in noi la certezza che sempre ci “benedirà con ogni benedizione”, scegliendoci e predestinandoci ad essere suoi figli adottivi. Facendoci eredi di tutti i beni inestimabili dei quali il suo Amore ci aveva rivestiti.
Il primo e istintivo moto del cuore di Dio diventa storia in questa “Donna nascosta” e nel suo Bambino.
Dio la cerca nella sconcertante povertà di una casa di Nazareth.
In quelle quattro mura umide e disadorne. Dove aleggia la preghiera e si nasconde la bellezza più limpida e adamantina che la Terra abbia mai conosciuto.
Una ragazza, come tante altre. Adolescente bella e schiva.
In Lei Dio ha racchiuso tutta la fantasia creatrice, ineguagliabile sempre. Vuole dare vita al Suo Capolavoro.
In Lei, Donna ancora nascosta e sconosciuta, la creatività di Dio non si pone regole. Lascia correre l'amore. E' stampata negli occhi di Dio che vede cesellarsi nella persona di questa serva umile e insignificante, la meraviglia di una mitezza che non alza mai la voce, il profumo di una umiltà che non ostenta mai nulla di se stessa, il sapore di una dolcezza che da Dio ha ereditato il cuore di Dio, lo stupore contemplativo di un silenzio abituato a parlare faccia a faccia con Dio, l'interlocutore preferito di dialoghi ininterrotti e familiari.
Dio ha pensato così sua Madre. Senza ostentarla. Senza esporla a profanazioni. L'ha pensata senza macchia di peccato. Limpida, tersa, iridescente di ogni bellezza. Per sempre e da sempre pronta a diventare Madre di Colui che l'ha creata.
L'Amore di Dio la saluta così, e in nessun altro modo: “Rallegrati Tu che sei piena di grazia: il Signore è con te. Non turbarti. Concepirai un figlio. Gesù. E' il Figlio dell'Altissimo. Sarà lo Spirito Santo a renderti madre”.
La Donna è nascosta, interamente avvolta con l'amore del cuore di Dio.
Anche il cuore di Dio è nascosto in Lei. Quel cuore contiene l'amore di un bambino, la sua tenerezza, il suo corpo che si forma, la sua umanità.
“Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”.
Noi siamo immersi in questo miracolo altissimo dell'amore.
E' un miracolo che ci contiene e ci accompagna con la sua integrità, col suo candore, col suo incanto.
Maria, la Madre, Sposa e Figlia di Dio è la sintesi di ogni splendore possibile. E' il culmine di ogni maternità e di ogni femminilità. Sempre Donna nascosta. Ma donna.
Nel suo cuore trovano posto tutte le donne che concepiscono e partoriscono. Che allattano amando.
Le donne che della maternità avrebbero voluto provare e vivere lo stupore e le sorprese.
Le donne sofferenti e umiliate.
Gli uomini che non si accorgono della donna che gli sta a fianco.
Gli uomini che sanno amare, sanno prendersi cura, sanno apprezzare con gioia le diversità.
Il nostro sguardo si perde in Maria la Madre, donna nascosta nella nostra quotidianità, fatta di piccoli gesti, sempre diversi per l'intensità dell'amore.
E' la Madre che ci commuove, ci rassicura e ci accompagna. Non saremo più soli.

 

Gesù,

ho parlato di tua Madre.

Mi auguro di non averti fatto fare brutta figura

perché non ho detto le cose più belle che Lei merita.

Immagino i tuoi colloqui con tua Madre.
Vi parlavate guardandovi negli occhi,

senza doverli mai abbassare.

Tu il Santo.

Lei l'Immacolata.
Soprattutto tu il Figlio.

Lei la Madre.
Sempre presenti l'uno all'altra

con quella tenerezza che soltanto l'amore riesce a suggerire.
Ci penso con tenerezza.

Ci penso con un po' di invidia.
Gesù,

tua Madre, bellissima e semplice,

ti ha certamente svelato i segreti che non conosceva nessuno.
Il suo amore riservato,

le sue relazioni silenziose e ricchissime di attenzioni.
Penso che abbia avuto il bisogno e la gioia

di dirti dei tuoi nove mesi nel suo grembo.
Gesù,

forse sorprendendoti,

ti ha raccontato della tua infanzia,

della bottega del falegname,

della scuola nella sinagoga,

della preghiera in famiglia fatta insieme.
E Tu,

attento e incantato,

pendevi dalle sue labbra soavi e purissime.
Gesù,

tua Madre ha detto a te il suo dolore quando sei andato via di casa.

Il dolore delle sue solitudini.
Ti ha aperto l'animo

passando in rassegna i tuoi patimenti,

le ostilità subite,

il sangue versato,

la morte dilaniante.
Gesù,

lei era accanto a Te

senza macchia alcuna.

Ogni sofferenza avrà significato,

secondo il suo racconto,

il mistero della condivisione di un dono e di un sacrificio,

offerto per amore.
Lo splendore della risurrezione,

Gesù,

avrà raggiunto bagliori di colori e di felicità.
Gesù,

avrei voluto origliare dietro la porta

per sentire lo scoppio dei vostri sorrisi,

la festa dei vostri canti,

a felicità dei vostri sogni.
Gesù,

Tu Figlio del Padre

hai potuto vedere la santità,

la bellezza,

la purezza,

la luminosità di tua Madre.
Dammi i tuoi occhi felici.

Anch'io voglio contemplare tua Madre.

Oggi anche mia madre.

Non hai potuto fare a meno di donarmela.

Non hai scelto di essere felice da solo.

(Dalle Meditazioni di don Mario Simula sulla Solennità della Beata Vergine Maria)

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